Negli ultimi mesi, si è assistito a un significativo aumento delle vittorie per i dirigenti medici e sanitari che rivendicano il pagamento delle ferie arretrate e non godute. Ma è doveroso ricordare che la questione non è limitata al campo sanitario ma è estesa a tutti i dipendenti pubblici. Questo trend è stato reso possibile grazie a una serie di sentenze favorevoli della Corte di Giustizia Europea (CGUE), che hanno chiarito i diritti dei lavoratori in materia di ferie annuali retribuite.
Il 2024 è stato un anno cruciale per la giurisprudenza sul tema delle ferie non godute. La CGUE ha infatti ribadito il diritto dei lavoratori a ricevere un indennizzo economico per le ferie non godute alla cessazione del rapporto di lavoro.
Questo principio è stato confermato in diverse sentenze, tra cui la C-218/22 e la C-689/22, che hanno stabilito che il diritto alle ferie annuali retribuite è fondamentale e non può essere negato o limitato in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Consulcesi & Partners ha ottenuto notevoli successi in questo campo, con oltre 350 mila euro di rimborsi per medici e sanitari. Questo perché “le sentenze – spiegano dal network legale C&P – della CGUE hanno chiarito che per ottenere l’indennità è sufficiente la cessazione del rapporto di lavoro e la prova dei giorni di ferie maturati e non goduti”.
Un recente caso ha visto il riconoscimento del rimborso per un ex dirigente medico di 56 giorni di ferie non godute. Il risarcimento è stato di circa 23 mila euro.
Secondo il sindacato Anaao-Assomed, come si legge in un articolo di Quotidiano Sanità, i sanitari hanno accumulato oltre 5 milioni di giorni di ferie non godute, con risarcimenti potenziali per oltre 4 miliardi di euro. Queste cifre rappresentano non solo un riconoscimento economico, ma anche una rivalsa per i medici. Questi ultimi sono infatti spesso costretti a lavorare in condizioni estreme senza poter godere del riposo necessario.
L’aumento delle vittorie per i sanitari è un segno di un cambiamento significativo nella giurisprudenza italiana, grazie alla pressione della Corte UE. Consulcesi & Partners continua a sostenere i professionisti della sanità, e non solo, nel far valere i loro diritti